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BERGAMO

Antonio Percassi spiega il segreto del suo successo da imprenditore «Ma in Borsa per ora non vado» Letto per voi

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Dalla liaison con Benetton a quella con Ortega fino allo sviluppo di outlet e centri direzionali. Tanti anni fa gli sarebbe piaciuto sviluppare Polo Ralph Loren. Ma l'affare non è andato in porto. Però Antonio Percassi, tra i più noti distributori al mondo nell'abbigliamento e non solo (il gruppo che controlla opera anche nell'immobiliare e nei centri direzionali), di soddisfazioni se n'è tolte parecchie. Attraverso la sua Innominato Spa gestisce la distribuzione dei marchi Benetton, Swatch, Nike, Levi's, Calvin Klein, Ferrari, Breil, Guess, Replay, Just Cavalli con oltre 200 punti vendita. «Siamo contenti del nostro portafoglio marchi perchè non si sovrappongono – spiega Percassi – e soddisfano pubblici diversi. Dallo sport al mondo del jeans ma anche nella cosmesi dove abbiamo un marchio di proprieta', Kiko MakeUp, che stiamo lanciando in Italia e all'estero. Dopo le 30 aperture del 2007 nel 2008 ne abbiamo in programma 50. All'estero puntiamo a sviluppare anche il marchio Ferrari». La crisi del commercio e il vento di recessione che investe il settore immobiliare non preoccupa Percassi. «L'importante è avere i marchi giusti e poi allestire negozi attraenti nelle primarie vie delle citta' – spiega l'imprenditore –. Certo nelle top location i prezzi sia degli immobili che delle locazioni sono da sempre elevati, ma quando si decide di lanciare un marchio si deve essere incisivi se si vuole un ritorno di immagine». Anche nel settore degli outlet e dei centri commerciali Percassi ha messo la firma su alcune delle più importanti strutture italiane. Alcune gia' cedute a fondi di investimento internazionali. Come Orio Center, passato al 90% al fondo chiuso della Commerzbank Cgi, sul quale per altro attraverso la Stilo (la societa' immobi-liare che si occupa di grandi progetti, mentre Holding Smalg ela Fratelli Percassi fanno sviluppo e intermediazione tradizionali) si sta realizzando un ampliamento (Orio Retail Park). Sempre a Commerzbank Cgi è stata venduta la nuova sede dell'Ibm di Segrate dove Percassi ha in progetto un grande business park. Oppure il Franciacorta outlet village ceduto al 90% nel 2006 al fondo tedesco Degi, così come il Valdichiana Outlet Village, di proprieta' solo al 10%. Mentre l'outlet di Albano, rilevato di recente è al 100% di proprieta' «e a breve lo rinnoveremo completamente. è un business nel quale credo molto – aggiunge Percassi –, tant'è vero che abbiamo opzionato altre tre aree in primarie zone. Stiamo guardando anche al sud Italia». Ma anche qui quale è la ricetta per funzionare? «è fondamentale la location – precisa ancora Percassi –, essere vicini a zone ad alta mobilita', come autostrade e aeroporti, aiuta. Sono poi decisivi i marchi che si vendono: devono essere attraenti per il pubblico ma allo stesso tempo alle aziende si deve offrire un'ottima gestione e un pacchetto di servizi completo. Non solo. Stiamo anche pensando a delle proposte innovative che coniugano al momento del commercio anche uno di relax». Un po' l'idea che ruota intorno al progetto del business park sull'area di Segrate nell'ex sede dell'Ibm, un complesso da 300 milioni di euro tra uffici, centro congressi, palestre, asili nido, supermercato, albergo.Nel commercio l'expertise viene da lontano. Tutto ha inizio nel '76 quando, conosciuto Luciano Benetton, apre a Bergamo i primi negozi monomarca. A quel punto appende per sempre le scarpette da calciatore professionista (nell'Atalanta) e la sua attivita' è equamente divisa fra lo sviluppo del ramo commerciale (solo per Benetton ha curato lo sviluppo in Stati Uniti, Russia, Svizzera, Regno Unito) e quello immobiliare ampliando con i fratelli la piccola impresa edile di famiglia. «Da allora ho smesso di correre dietro al pallone – racconta – per correre dietro a mille affari». Di affari, correndo correndo, ne ha fatti parecchi. Pioniere sui mercati emergenti (è stato il primo ad aprire negli anni 80 un negozio in Russia) tra le soddisfazioni maggiori c'è stata senza dubbio quella di aver portato in Italia Zara e di essere stato in affari fino al 2006 con Amancio Ortega. A meta' del 2004, fiuta l'affare e entra nella Dmail, la societa' attiva nelle vendite multicanale e nell'editoria locale, quotata al Nuovo Mercato.Ma il progetto più impegnativo (oltre 110 milioni investiti) e al quale Percassi tiene di più è nell'immobiliare. Un settore dove il gruppo da sempre ha puntato ad avere asset di alta qualita' «per questo molto difensivi », conclude. Si tratta della riqualificazione della cittadina di San Pellegrino Terme «che vogliamo riportare ai fasti dell'epoca Liberty, facendo dell'intera area, dei suoi monumenti storici e di nuovi e raffinati servizi, i punti d'attrazione per il turismo internazionale». E la Borsa? «Prima o poi faremo qualcosa, ma non per ora».

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Pubblicato il: 25 Aprile 2008

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