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BERGAMO

E' bergamasca la miglior «copia» dei Beatles Il gruppo sta preparando, insieme a Fabio Santini di Rtl, un intero spettacolo dedicato ai Fab Four

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Prendi quattro ragazzi bergamaschi appassionati del gruppo pop più famoso del Novecento. Prendi strumenti musicali tutti rigorosamente d'epoca a cavallo. Prendi infine un celebre vinile (l'ultimo registrato in studio da Beatles) che raffigura le strisce pedonali più famose di tutta la discografica ed ecco gli "Abbey Road", una delle tribute-band dei Beatles più quotate in Italia. Passa una decina d'anni e, assorbiti dai rispettivi impegni professionali (nel quartetto c'è chi fa l'avvocato, chi il manager d'azienda, chi l'ingegnere e chi ha una società  di amministrazione di condomini), i quattro (ex) ragazzi bergamaschi, ormai splendidi quarantenni, tornano al loro primo amore, lanciandosi con successo in un'altra impresa, questa volta dal più elevato spessore culturale: un format ("Un giorno lungo una vita") con le canzoni dei Fab Four intervallate da testi scritti e recitati dal giornalista Fabio Santini, voce di Rtl: uno spettacolo teatrale che parla di costume e società  a cavallo tra i Sessanta e i Settanta. I Fab Four di casa nostra sono composti da un batterista (Guido Locatelli, amministratore condominiale), da basso e voce (Piero Pasini, avvocato penalista) da una voce e chitarra (Roberto Sannino, ingegnere e apprezzato musicista jazz) e da un'altra voce e chitarra (Maurizio Michetti, manager d'azienda).
«Siamo stati giudicati nel corso degli anni Novanta, la miglior tribute band dei Beatles - racconta Pasini - . Il progetto è nato nel 1987 da un'idea mia e di mio fratello. Il nostro scopo era riproporre dal vivo il periodo live dei Beatles (dal 1962 al 1966) con l'ausilio della stessa strumentazione d'epoca (chitarre Gretsch e Rickenbacker, violin-bass Hofner, batteria Ludwig e amplificazione Vox, a volte recuperati da oscuri rigattieri inglesi). E quindi gli anni in studio ('66-'70). Per riproporre le canzoni di questo periodo abbiamo ingaggiato Franz Esposito, talentuoso tastierista che ha vantato collaborazioni, tra gli altri, con BB King, James Brown e Gino Paoli». Lo scorso febbraio un concerto tributo degli "Abbey" è andato in scena al teatro Trivulzio di Melzo, con successo. I bergamaschi potranno ascoltarli suonare l'11 luglio al chiostro di S. Francesco, in Città  Alta (ore 21).
Una tribute band molto rigorosa (l'hanno definita più Beatles dei Beatles) che si ritrova a provare in quel di Nese. «Sì - sottolinea il bassista - non abbiamo voluto addentrarci in una reinterpretazione delle canzoni dei Beatles, ma abbiamo lavorato a una riproduzione filologica delle sonorità  musicale e della vocalità  del periodo della Beatlemania, calandoci a tal punto nei personaggi da salire sul palco con le giacchette stile yeyè. I Beatles sono sì un gruppo che non appartiene propriamente alla nostra generazione, ma sono pur sempre una pietra miliare nella storia della musica pop. E pensare che tutto nacque da un incontro che facemmo io e mio fratello all'isola d'Elba, negli anni Ottanta, dove conoscemmo il secondo marito della prima moglie di John Lennon...».
Già  band ufficiale del Beatles Day (organizzato dai Beatlesiani d'Italia Associati) che andava in scena al teatro tenda di Brescia, gli Abbey Road vantano centinaia di concerti in club prestigiosi e nelle più importanti music hall milanesi come il Rolling Stone e il City Square.
E oggi? «Maurizio, Roby, Guido ed io negli ultimi anni ci siamo dedicati ad altri progetti musicali, dando vita ad altri gruppi, e mantenendo il marchio Abbey Road solo per situazioni qualificate o eventi a tema. Poi stiamo lavorando a un progetto più complesso, "Un giorno lungo una vita": uno spettacolo esclusivo e originale che fonde grande musica e suggestione teatrale, unico in Italia: grappoli di canzoni che non passano mai di moda, rifatte e lasciate intatte».


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Pubblicato il: 11 Luglio 2008

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